60 Commenti
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Avatar di Emanuela Z

Purtroppo ho letto questo suo scritto solo poco fa. Lo accolgo e lo faccio mio, perché sono pienamente concorde. Si, ‘ in molti di noi quello spirito esiste gia’, e, Le assicuro, non si è mai sopito. Grazie per la generosa condivisione.

Avatar di Roberto Casiraghi

Non bisogna vincere la guerra ma evitare la guerra, se si può. Questo è il vero imperativo morale. Quello che hanno fatto milioni di ucraini e anche molti russi che hanno salvato sé stessi e le loro famiglie rifugiandosi all'estero. Chi vince la guerra ha ucciso, bombardato, stuprato e o si è fatto uccidere lasciando la propria famiglia nel lutto e nella disperazione. È colpevole di non essersi ribellato alle lusinghe della guerra e non è colpevole solo se è stato obbligato a combattere dal ricatto feroce dello Stato guerrafondaio. Quello attuale è il momento cruciale dove chi ha ideali umani non cambia la sua casacca per rivestire gli ideali violenti del militarismo, della sopraffazione, della morte, della distruzione. La guerra contro gli altri è contemporaneamente guerra contro noi stessi, contro la nostra umanità. Chi l'ha capito, se può, non fugge ma sfugge dalla guerra, dal male supremo che è la guerra. E non si fa incantare dalla retorica opportunista e fasulla della patria, della nazione, concetti messi in salamoia e oltraggiati per decenni e che ora con un battimani si fanno rivivere.

Avatar di Pozzi

“Porgi l’altra guancia” serviva forse 2000 anni fa. Oggi siamo ad 8MLD di esseri umani. Religioni monoteiste e spesso assolutiste occupano il posto che dovrebbe essere della scienza e della conoscenza. Ognuno è libero di farsi prendere a schiaffi quando vuole. Però senza battaglia passate oggi saremmo tutti barbaciabatte. Altro che mondo occidentale.

Avatar di Silvia

Grazie per questo post, nobile e profondo. Qualità lontane dalla realtà che vedo,e questo mi fa pensare che non abbiamo molte speranze. Ho sempre sperato, spero ancora, ma col cuore e la speranza non si vincono le guerre. L'assenza è forse l'adeguamento alla realtà di chi si è già messo in gioco e ha capito che alcuni meccanismi, alcuni comportamenti individuali e collettivi non possono essere cambiati. Quando guardo a numeri, fatti e possibilità reali vedo solo buio. Quando vedo che l'Europa permette ancora fondi e potere di veto all'Ungheria nonostante interferenze russe e spionaggio, penso davvero che non ci siano speranze. E quando vedo alcuni nostri politici elogiare russi e Orban, o quelli dell'altra parte, apprezzare la pace e le diversità ma senza dire come, penso che proprio non ce la faremo.

Occorrerebbe qualcuno come Churchill oppure definire bene quali sono i valori per cui mettersi in gioco, che cosa ci unisce e come si gestisce una società, italiana ed europea, ormai così frammentata e polarizzata.

Avatar di SebyHB

Comandante, credo che mia moglie ed io abbiamo fatto quello che era necessario per formare e crescere due bravi figlioli; il loro non seguire le mode e la maggioranza dei loro coetanei, a volte li fa sentire diversi, ma non si uniformano e restano coerenti a loro stessi. Ho fiducia in loro.

Ti leggo da tempo e continuerò a farlo, non sono più presente nei social ma suggerisco di leggerti ad amici e colleghi che ritengo abbiano la sensibilità per accoglierti. Posso dare e fare altro sicuramente, io sono pronto.

Avatar di Stefano Sabini

Qualche giorno fa mio figlio quindicenne, a cena, quasi all'improvviso, ci ha detto che lui e suoi compagni di scuola sono convinti che dovranno indossare la divisa e non per sfilare in parata. Una frase di un quindicenne che vale quanto un'analisi geopolitica. Facciamo in modo che non si avveri.

Avatar di Silvio

Condivido pienamente, ma cosa si può fare concretamente ?

In passato sono stato a lungo attivista e sostenitore (malgrado le mie scarse finanze) di vari movimenti della vecchia galassia Radicale. Ho poi continuato con attività dell’area riformista.

Mi ritengo un liberaldemocratico (il pensiero liberale in Italia ha sempre perso) ma non posso dire ci siano molti leader credibili e affidabili da seguire e sostenere.

Alla fine tutto si riduce a liti di pollaio, davvero poco incoraggianti. Mi sento un po’ frustrato anche se cerco di non arrendermi.

In questa sede mi rendo conto che ci sono persone di notevole livello e che meriterebbero di essere ascoltate da un pubblico più vasto, per competenza e capacità.

Non li nomino qui per non mettere a disagio nessuno, ma temo che rimanendo sui social non possano fare opinione quanto servirebbe.

Secondo me andrebbe creato un contenitore che amplifichi le potenzialità di ognuno dei migliori commentatori. Non necessariamente un partito, ma qualcosa del genere. Che abbia più peso, insomma. Che possa imporsi di più alla pubblica opinione.

Nel mio piccolissimo, da musicista, spiego ai miei allievi come formarsi un’opinione razionale e di rifuggire da slogan e luoghi comuni. Alla fine la più grande scoperta dell’umanità è proprio il pensiero razionale scientifico, che è innanzitutto un metodo. Se lo si impara ad applicare vale per tutti i campi. Ma, ahimè, è una goccia nell’oceano, inutile illudersi.

Avatar di Francesca S

Temo che la scaltrezza sia l’unica arma che ci resta. Con il solo ragionamento partiamo sconfitti, in un Paese ripiegato su sé stesso, intento a contemplarsi l’ombelico e convinto in modo spesso ingenuo, della propria eccezionalità, tra vanti “made in Italy” tanto immodesti quanto deliranti.

E poi c’è l’altra faccia, più pericolosa: quella che ha capito quanto sia facile guidare le pance a colpi di slogan, tra benefici a basso costo, promesse di vantaggi economici, sussidi e prebende. Questa, con una strategia di manipolazione ben calcolata, punta al potere coltivando l’illusione di diventare l’oligarca di turno.

Salvo poi scoprire, a lavoro sporco concluso, di non essere più necessari e dunque sacrificabili.

Avatar di Cara “Caramirna” Mirna

Io non mollo. Condivido i suoi pensieri, la politica ci ha delusi ma è una delle strade da percorrere come protagonisti. Servire la Patria con fedeltà ed onore è una conditio sine qua non. Occorre tornare nell’agone.

Avatar di Elena Marini

Grazie a lei e a tutti quanti hanno commentato. Con piacere, vedo che, almeno finora, Substack consente la lettura profonda e le riflessioni autentiche. Mi do un compito: la prima cosa che posso fare, è trasformare le lucide analisi, e la consapevolezza durissima che ne deriva, in comunicazione. Ma fuori da questa comunità, che è di fatto una comfort zone per noi che leggiamo. Ogni giorno, voglio riuscire a buttare lì una frase con un anziano spaventato, o con un conoscente superficiale, un ventenne diffidente verso i privilegiati boomer, una donna immersa nei suoi centomila fronti quotidiani... Se ogni giorno, con garbo, forse con apparente leggerezza, riuscirò a passare qualcosa a qualcuno che mi sembra lontano da queste riflessioni, andrò a dormire(?) meno spaventata.

Avatar di VALERIO

Sottoscrivo e condivido. SiPuòFare ( yes we can ). Se non basterà, almeno avremo coscienza e cervello a posto. Ma funzionerà, nel medio lungo. Basterà ? Grazie, mr K .

Avatar di K61

Letto grazie.

Avatar di Claudio

Tutto giusto, condivisibile. Però...

In passato ho servito la democrazia anche come presidente di seggio elettorale, attraverso varie stagioni nell'arco di una decina di anni. Discorsi sul populismo, sulla demagogia, sulla inadeguatezza della classe politica ne ho sempre sentiti. Però ogni volta che vedevo (e vedo) i risultati delle elezioni noto altro. Noto la scelta di un popolo che quando si presenta alle urne lo fa sì un po' con la pancia, ma quasi sempre come frutto di una riflessione. Stessa cosa successa pochi giorni fa col referendum. Un popolo ha detto chiaramente che una riforma della magistratura raffazzonata e poco chiara, esposta malamente con una campagna referendaria che definire sguaiata è riduttivo, non la vuole.

Capisco la disillusione, Commander, ma c'è ancora molto di buono. Siamo circondati da gente semianalfabeta, facile preda di demagoghi senza scrupoli, ma anche da persone oneste che faticano tutti i giorni e rispondono agli appelli per come possono.

Forse è tornato il momento di occuparsi di politica in modo serio senza lasciarla agli influencer su tik tok.

Io, nel mio piccolo, la mia scelta l'ho già fatta.

Avatar di K61

Letto grazie.

Avatar di viechelon65

Questo è un testo diverso da tutti gli altri. Non c’è metodo da commentare, non ci sono dati da verificare, non ci sono contraddizioni da smontare. C’è una persona che si ferma e scrive con il cuore, come dice lei stessa, e questo merita una risposta diversa.

La frase che mi ha colpito di più è quella sul coraggio: “quello che può sembrare coraggio è spesso, nella sua sostanza più vera, paura - paura lucida e costruttiva.” È la definizione più onesta del civismo che abbia letto di recente. La paura lucida, quella di chi ha capito cosa si perde se non ci si muove, è l’unico motore che ha mai mosso le democrazie nei momenti decisivi.

La rassegnazione che lei descrive non mi sorprende, ma non mi convince come diagnosi definitiva. Chi risponde con rassegnazione a un appello civile sta comunque leggendo, sta comunque seguendo, sta ancora prestando attenzione. La vera rassegnazione è il silenzio totale, l’indifferenza che non produce nemmeno una risposta delusa. Chi risponde, anche con stanchezza, è ancora dentro. È ancora recuperabile, per usare un termine militare che in questo contesto mi sembra appropriato.

L’unica cosa che aggiungerei è questa: la frase “il nemico della libertà quasi mai bussa alla porta, si insinua nell’abitudine a non decidere” è vera, ma vale anche in direzione opposta. La libertà non si difende con un atto solenne. Si difende ogni giorno, in piccole scelte, nella cura dell’attenzione, nel rifiuto di delegare completamente la realtà ad altri. Quello che lei fa con questa newsletter ovvero costruire lettori capaci di leggere il mondo con più strumenti, è già, in sé, un atto politico. Forse il più utile disponibile in questo momento. Grazie!

Avatar di K61

Letto grazie.

Avatar di Elena_Bi

È un trend molto difficile da invertire. Nel nostro piccolo, come operatori culturali, cerchiamo di "dar valore ai valori" attraverso la conoscenza. Bisogna però essere consapevoli che le categorie novecentesche non sono più utili per interpretare il presente. Serve che finalmente ci riconosciamo tutti abitanti di un pianeta che va tutelato, che prendiamo coscienza delle nostre responsabilità, che impariamo a cooperare. Che impariamo a conoscerci e a dialogare davvero.

Avatar di K61

Letto grazie.

Avatar di ValeC

Dico solo grazie

E che non voglio mollare