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Avatar di Sara Barbè

Grazie Comandante. Come sempre dritto al punto. La metafora del giocatore d’azzardo che più perde più si ostina a rilanciare è calzante, soprattutto se partiamo dalla considerazione che a motivarlo non c’è soltanto la fantasia di avere ancora il controllo della situazione e di poter vincere ( che si manifesta anche nel giochino ripetuto degli annunci fatti prima dell’apertura delle borse) ma anche la disperazione di chi continua a giocare perché non ha un’altra via di uscita. Trump è entrato da tempo in una spirale distruttiva. È come una stella collassata che si è trasformata in un buco nero: può solo diventare più grande e più distruttivo. Se lasciamo fare a lui andrà in escalation continua e punterà a finire col botto, cercando di trascinare ogni cosa con lui. E questo vale anche per Vance e Rubio: leggo che molti discutono sul fatto che l’invio di Rubio in Vaticano indichi lui come successore designato per il 2028, al posto di Vance. Un narcisista maligno non è interessato ad avere una legacy: odia l’idea che qualcuno possa prendere il suo posto. Il dopo di lui è semplicemente impensabile e lo riempie di rabbia e paura. Quindi Sta giocando con Vance e Rubio in modo piuttosto sadico, allo scopo di umiliarli e testare il loro grado di sudditanza, ma l’unico fine è l’esercizio del potere, che segue il copione già sperimentato nel format The Apprentice. Trump vuole probabilmente che Rubio sia costretto a dichiarare la propria lealtà a lui e rinnegare la propria devozione verso il Papa davanti al mondo, come già ha dovuto fare Vance. Di sicuro, se alla Casa Bianca c’è qualcuno che desidera ricucire i rapporti con la Chiesa o con la Meloni, non è Trump. Questa è la vera incognita: c’è ancora qualcuno nell’amministrazione USA o nel l’esercito che è disposto a rischiare e ha la volontà e il potere necessari per arginare Trump e per cercare di costruire delle via di uscita?

Avatar di Kafka SRL

Condivido - credo come tutti - le tue preoccupazioni per questo procedere erratico e senza senso di Trump. Ovvero: un procedere dettato dall'umoralità, dall'ego e da una visione comunicativa grossolana, buona giusto per "The Apprentice". Ciò detto vorrei segnalare che Trump confonde anche l'aspetto comunicativo e quello diplomatico. Annuncio dopo annuncio, schiaffone dopo calcione, contraddizione dopo insulto dopo marcia indietro, succede una cosa molto semplice: perdi la reputazione. Non esiste un indicatore possibile per la reputazione; il dato più prossimo sono i sondaggi che valgono però internamente, per il suo elettorato. Ma ormai - io credo - non c'è più nessuno al mondo che all'ennesima sparata di Trump non alzi gli occhi al cielo e non faccia gesti apotropaici. Questo calo reputazionale ha conseguenze pratiche, che in parte hai citato anche tu: la Cina manco gli risponde; gli europei cominciano a scrollare le spalle; il fatto che (forse) il solo Putin sia soddisfatto è perché Putin è alla frutta. Se questa mia riflessione è almeno in parte vera, il significato per Trump è una moltiplicazione dei suoi guai imminenti, perché non risolverà la crisi di Hormuz (anche gli iraniani hanno capito chi sia il TACO), non diminuirà le spese folli, non impedirà di mostrarsi senza missili (perché sprecati in Iran) nella prossima imminente crisi, non farà calare la benzina alla pompa e così via. Perché Trump strillerà come un ossesso, ma ormai non fa più paura. Ciò non significa che nella sua demenza non possa dare colpi di coda terribili ma ho un sospetto che sento avallato da voci di corridoio: quando Trump inciamperà davvero, e quando la misura sarà colma, il suo Vice tirerà fuori il coniglio dal cappello, l'unico possibile. Ma non è detto che ci troveremo meglio. Un caro saluto al Comandante che ci regala questi testi preziosi.

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