Buonasera k61 la leggo quando posso non sono un tipo da social non amo i social credo funzionino non solo per chi ha un prodotto da commercializzare un attività da promuovere. La leggo se non altro per avere un'idea della situazione politica nel mondo e se riesco difendo la mia causa. Non sono brava a scrivere ho utilizzato la scrittura come terapia perché quando ero piccolina a circa 9 anni amavo scrivere.
Ho avuto la fortuna di essere curata da una persona eccezionale che è stata una grande scrittrice
Le auguro il meglio qui è un posto di nicchia dove non so stare.
Buongiorno K61, l'antefatto dell'articolo e le somme finali tirate mi perdoni rendono la sua produzione informativa di indubbia qualità funzione di un riconoscimento economico non lasciato alla libera contribuzione del lettore. Il suo impegno è immenso e profondo, lo renda legato ad una sottoscrizione obbligatoria che ponga un punto di ingresso solo a chi è interessato a fruirne riconoscedole un simbolico contributo, ben sapendo della volatilità di questo strumento in termini di adesioni, rinnovvi ed abbandoni. La mia non vuole essere una polemica ma un semplice invito per evitare le conclusioni finali dell'antefatto, che per quanto condivisibile come sfogo, può creare disaffezione da parte del lettore, quell'affetto che gran parte dei suoi lettori nutrono per la persona prima ancora del suo pseudonimo e la professionalità dei post prodotti. Buona giornata.
Mi sorge una riflessione: a fronte di tutti questi miliardi snocciolati in termini di aiuti, ho la sensazione sempre più crescente che l'economia sia il gioco delle tre carte, in cui lo sviluppo (i famosi USD 300 mld, non importa a tale riguardo chi li sborsa) si verifica dopo distruzione di beni e servizi in termini catastrofici.
Alla fine, il progresso sostanziale è pure presente, ma si tende a sottovalutare la tara rappresentata dal periodo di distruzione selvaggia.
Questa crisi ne è l'icona perfetta, tanto sforzo per liberare (male) quello che era già libero, ma nel frattempo si sono creati vuoti negli arsenali da colmare nei prossimi anni, commesse per equipaggiamento.
L'apoteosi della "corsa sul posto", esercizio ginnico in cui ti muovi e sudi senza muoverti di un millimetro dal posto in cui eri.
Bentornato comandante, noi non eravamo preoccupati, sapevamo dei suoi impegni importanti e improrogabili, lei può scrivere quando e come vuole, noi la leggiamo sempre se non subito in un secondo tempo, alle sue analisi non rinunceremo mai, finché lei sarà disponibile a scriverne e a condividerle , si curi solo dí quello che le serve e che le piace, il resto passa , come tutto
Confesso che avevo interpretato il suo silenzio come comprensibile interruzione di un impegno ormai divenuto pesante anche dal punto di vista economico, in fondo eravamo stati ampiamente avvisati.
Ho atteso con fiducia la sua analisi sull'accordo: aveva preannunciato che i rapporti si sarebbero diradati per un nuovo impegno operativo, ma questo scritto ripaga l'attesa. È come sempre una sintesi approfondita e critica, che lascia al lettore eccellenti strumenti valutativi per i prossimi passi della trattativa. Ho invece grandissima amarezza per la libertà di repressione sulla popolazione lasciata al regime iraniano, che si aggiunge a quella per la situazione in Libano, Gaza, Cisgiordania.
Amarezza che condivido in toto. Purtroppo, coloro a cui é stata tolta la voce, e quant’ altro, ahimé, rimangono sempre ai margini, o deliberatamente fuori da ogni calcolo e/o considerazione.🙏
Ormai siamo in tanti a credere che la decadenza delle società democratiche è la forza che sostiene i regimi totalitari nella loro espansione. Questo fatto è ben chiaro ai vari Putin, Ayatollah, Hamas, Hezbollah eccetera e rappresenta la loro arma principale nei rapporti conflittuali internazionali e come dice lei definisce il limite della forza delle democrazie. Inoltre in un regime totalitario il conflitto con un nemico aiuta a rafforzare la coesione interna della popolazione ed il sostegno al regime stesso mentre in una democrazia fomenta la divisione e l'opposizione politica al governo.
Quando il gioco si fa duro è molto più difficile governare una democrazia che un regime.
Buonasera k61 la leggo quando posso non sono un tipo da social non amo i social credo funzionino non solo per chi ha un prodotto da commercializzare un attività da promuovere. La leggo se non altro per avere un'idea della situazione politica nel mondo e se riesco difendo la mia causa. Non sono brava a scrivere ho utilizzato la scrittura come terapia perché quando ero piccolina a circa 9 anni amavo scrivere.
Ho avuto la fortuna di essere curata da una persona eccezionale che è stata una grande scrittrice
Le auguro il meglio qui è un posto di nicchia dove non so stare.
Ottima analisi. Grazie
Buongiorno K61, l'antefatto dell'articolo e le somme finali tirate mi perdoni rendono la sua produzione informativa di indubbia qualità funzione di un riconoscimento economico non lasciato alla libera contribuzione del lettore. Il suo impegno è immenso e profondo, lo renda legato ad una sottoscrizione obbligatoria che ponga un punto di ingresso solo a chi è interessato a fruirne riconoscedole un simbolico contributo, ben sapendo della volatilità di questo strumento in termini di adesioni, rinnovvi ed abbandoni. La mia non vuole essere una polemica ma un semplice invito per evitare le conclusioni finali dell'antefatto, che per quanto condivisibile come sfogo, può creare disaffezione da parte del lettore, quell'affetto che gran parte dei suoi lettori nutrono per la persona prima ancora del suo pseudonimo e la professionalità dei post prodotti. Buona giornata.
Che dire?
Per essere stato scritto “in condizioni logistiche estreme”, tanto di cappello...
Sempre molto illuminante.
Mi sorge una riflessione: a fronte di tutti questi miliardi snocciolati in termini di aiuti, ho la sensazione sempre più crescente che l'economia sia il gioco delle tre carte, in cui lo sviluppo (i famosi USD 300 mld, non importa a tale riguardo chi li sborsa) si verifica dopo distruzione di beni e servizi in termini catastrofici.
Alla fine, il progresso sostanziale è pure presente, ma si tende a sottovalutare la tara rappresentata dal periodo di distruzione selvaggia.
Questa crisi ne è l'icona perfetta, tanto sforzo per liberare (male) quello che era già libero, ma nel frattempo si sono creati vuoti negli arsenali da colmare nei prossimi anni, commesse per equipaggiamento.
L'apoteosi della "corsa sul posto", esercizio ginnico in cui ti muovi e sudi senza muoverti di un millimetro dal posto in cui eri.
bentornato! spero in buona salute!
Bentornato comandante, noi non eravamo preoccupati, sapevamo dei suoi impegni importanti e improrogabili, lei può scrivere quando e come vuole, noi la leggiamo sempre se non subito in un secondo tempo, alle sue analisi non rinunceremo mai, finché lei sarà disponibile a scriverne e a condividerle , si curi solo dí quello che le serve e che le piace, il resto passa , come tutto
Stia bene e lo saremo anche noi. Grazie
Ottimo come sempre grazie
L' estate non è ancora iniziata e alcune teste non funzionanti hanno smesso di funzionare 😂😂😂 bentornato 🌿🪷🌿
Confesso che avevo interpretato il suo silenzio come comprensibile interruzione di un impegno ormai divenuto pesante anche dal punto di vista economico, in fondo eravamo stati ampiamente avvisati.
Sono contento di poterla leggere ancora.
Grazie, bentornato
Ho atteso con fiducia la sua analisi sull'accordo: aveva preannunciato che i rapporti si sarebbero diradati per un nuovo impegno operativo, ma questo scritto ripaga l'attesa. È come sempre una sintesi approfondita e critica, che lascia al lettore eccellenti strumenti valutativi per i prossimi passi della trattativa. Ho invece grandissima amarezza per la libertà di repressione sulla popolazione lasciata al regime iraniano, che si aggiunge a quella per la situazione in Libano, Gaza, Cisgiordania.
Amarezza che condivido in toto. Purtroppo, coloro a cui é stata tolta la voce, e quant’ altro, ahimé, rimangono sempre ai margini, o deliberatamente fuori da ogni calcolo e/o considerazione.🙏
Ormai siamo in tanti a credere che la decadenza delle società democratiche è la forza che sostiene i regimi totalitari nella loro espansione. Questo fatto è ben chiaro ai vari Putin, Ayatollah, Hamas, Hezbollah eccetera e rappresenta la loro arma principale nei rapporti conflittuali internazionali e come dice lei definisce il limite della forza delle democrazie. Inoltre in un regime totalitario il conflitto con un nemico aiuta a rafforzare la coesione interna della popolazione ed il sostegno al regime stesso mentre in una democrazia fomenta la divisione e l'opposizione politica al governo.
Quando il gioco si fa duro è molto più difficile governare una democrazia che un regime.
Grazie per le notizie. Bentornato.
Lieta che stia bene e lieta di rileggerla