L'Iran prossimo venturo
Per quanto possa essere sicuramente risolutivo, un intervento americano nella crisi Iran Israele mi lascia scettico. Fino a ora, russia e cina hanno assistito da spettatori indignati, ma sempre solo da spettatori, all'evoluzione degli eventi nella regione. I russi per tenersi buono trump, con il quale sono in affari sul fronte europeo e artico, i cinesi perché soffrivano da tempo le intemperie scatenate dai proxies iraniani nella regione e sugli stretti, uno snodo essenziale per i loro rifornimenti petroliferi. Un'entrata a gamba tesa degli USA, non potrebbe essere gestita con l'ennesima velina diplomatica e causerebbe, probabilmente, un ulteriore deterioramento della situazione internazionale. Ancora, le recenti esperienze insegnano che gli americani sono molto bravi ad abbattere i regimi, ma non sono capaci di gestire le ricostruzioni. La fase di creazione di una nuova nazione richiede competenze e atteggiamenti che derivano da una tradizione culturale, per meglio dire coloniale, che gli USA non posseggono o che non sono in grado di applicare. Un Iran decapitato e lasciato al suo destino sarebbe un elemento di grave preoccupazione per la regione, per la stabilità dei traffici e per gli equilibri geopolitici dell'area, dove le antipatie sunnite per le popolazioni sciite potrebbero trovare occasione per una definitiva rivalsa e opportunità espansionistiche. Ultimo, ma non meno importante, il mondo di tutto ha bisogno tranne che di un trump dopato con anfetamine a basso costo prese gratis sul mercato di Teheran. Abbiamo a che che fare con un uomo instabile, forse folle, la cui condizione mentale si orienta pesantemente in direzione antidemocratica che una volta assaggiato il sangue di una facile vittoria, ottenuta sull'onda dell'operazione israeliana, potrebbe prendere direzioni imprevedibili in campo economico, finanziario e, soprattutto, militare. Insomma, il mio personale auspicio resta sempre che il regime iraniano, delle cui nefandezze non ho spazio per parlare, venga definitivamente abbattuto da una sollevazione popolare che possa sfruttare la spallata israeliana per assumere il controllo della sua nazione e del suo destino senza altre influenze esterne. Ogni altra eventualità, compresa quella di una trattativa con l'attuale regime, mi appare parziale nei risultati e opaca nelle prospettive. Liberare il popolo iraniano, soprattutto le sue donne, e archiviare per sempre la barbarie delle oltre 1000 condanne a morte all'anno, mi sembra esito umano oltre che strategico.


