Il vertice NATO e il 5%
Ho un certo scetticismo nei confronti dei risultati del vertice NATO. La convergenza dei membri verso l'impiego del 5% del PIL per le spese di difesa, mi appare più formale che sostanziale, vista la possibilità di rateizzare la crescita in 10 anni, oltre alla libertà di decidere di anno in anno, l'importo della rata di crescita che può essere anche 0. I singoli membri, poi, decideranno in autonomia dove investire, senza una vera coordinazione globale, lasciando aperta la possibilità a ciascuno di includere nelle spese capitoli vagamente infrastrutturali. Quindi, paradossalmente, anche i costi per gli stabilimenti balneari delle FF. AA.
Il peggio, però, è che questa mezza decisione indebolisce, e di molto, il processo di creazione di un'alleanza europea che possa subentrare alla NATO in caso di interpretazione allegra dell'art. 5. La funzione principale del tutto sembra essere più centrata sulla ennesima celebrazione mediatica di trump, piuttosto che in direzione di un'effettiva determinazione strategica. Come per i recenti bombardamenti in Iran, dove le conferenze stampa sono durate più dell'operazione. La cosa, ovviamente, non crea nessun problema agli stati uniti per i quali la NATO, ormai, ha un valore strategico minimo. È invece l'ennesimo suicidio geopolitico dell'Europa, che continua a comportarsi da tenera pulzella alla mercè di una russia che agisce da stato canaglia.



